
Partenariati
Gestire le partnership di vendita: provvigioni, obiettivi e regole per i conflitti
Le aziende scelgono tra vendita diretta, vendita indiretta tramite commercio all’ingrosso o specializzato e una forma mista.
Perché sono necessarie regole vincolanti sulla remunerazione nelle vendite
Le aziende scelgono tra vendita diretta, vendita indiretta tramite commercio all’ingrosso o specializzato e una forma mista. In questo modo possono seguire direttamente i clienti chiave e lasciare al canale distributivo la copertura ampia del mercato.
Una collaborazione funziona quando entrambe le parti traggono vantaggio dalla partnership. Se una parte si sente un partner mentre l’altra è considerata mero esecutore, il rapporto rischia di essere di breve durata.
I clienti finali si aspettano consulenza competente, supporto nella risoluzione dei problemi, un buon servizio e formazione. I produttori possono sostenere i team di vendita dei propri partner sotto il profilo tecnico, logistico e motivazionale.
Distinguere chiaramente provvigione, bonus e gratifica
L’accordo tra azienda e partner di vendita dovrebbe stabilire quali affari danno diritto a provvigione e quale prestazione viene presa in considerazione. Le parti possono definire come base di calcolo il fatturato o l’utile.
Nel rapporto di lavoro, la provvigione è una remunerazione legata alla performance, concordata contrattualmente, per affari conclusi o mediati. È disciplinata dall’art. 322 CO e va quindi distinta da un accordo di provvigione tra imprese indipendenti.
Anche per il personale di vendita dipendente, bonus e gratifica non vanno equiparati. Un bonus erogato regolarmente con obiettivi chiari è considerato parte del salario; un bonus volontario, irregolare e senza diritto acquisito vale come gratifica.
Basi giuridiche per la regolamentazione delle provvigioni
- Art. 322 CO
- Disciplina l’accordo sulle provvigioni nel rapporto di lavoro.
- Codice delle obbligazioni svizzero
- Base per i contratti tra partner indipendenti.
Quando una provvigione è maturata ed esigibile
Per la collaborazione con un partner di vendita, le parti dovrebbero stabilire quando un affare dà diritto a provvigione e come viene accertata la prestazione. Un periodo di rendicontazione fisso e una documentazione dettagliata dei singoli affari rendono trasparente il calcolo.
Nel rapporto di lavoro, il diritto alla provvigione sorge con la conclusione giuridicamente valida dell’affare con la terza parte, purché il venditore vi abbia contribuito causalmente. La provvigione è solitamente calcolata in percentuale sul fatturato o sull’utile del singolo affare.
In caso di cessazione del rapporto di lavoro, sussiste un diritto proporzionale anche per gli affari conclusi prima delle dimissioni. Questi affari vanno delimitati e rendicontati.
Salario fisso più provvigione o solo provvigione: fissare dei limiti
Per il personale di vendita dipendente, la combinazione di salario fisso e provvigione non pone problemi. Il fisso garantisce la retribuzione di base, la provvigione premia la chiusura dell’affare.
In caso di provvigione esclusiva o prevalente – oltre il 50 percento della retribuzione totale – sono necessari un accordo scritto e una remunerazione adeguata. L’art. 349a cpv. 2 CO si applica per analogia a tutti i lavoratori dipendenti, non solo agli agenti di commercio.
Questa norma di tutela riguarda i rapporti di lavoro. Va distinta dall’accordo di provvigione tra azienda e partner di vendita.
Concordare gli obiettivi insieme invece di imporli unilateralmente
Azienda e partner di vendita dovrebbero coordinare le attività comuni e allineare i risultati attesi. Rientrano in questo ambito l’acquisizione di clienti, la cura della clientela esistente e azioni di marketing congiunte.
Le misure di marketing dovrebbero tenere conto delle esigenze dei segmenti di mercato target. Una argomentazione di vendita coordinata e un supporto adeguato aiutano i team di vendita a elaborare soluzioni specifiche per i clienti.
Per il personale di vendita dipendente, gli accordi sugli obiettivi fanno parte di un processo consensuale; obiettivi fissati unilateralmente non soddisfano questo requisito. Come indicatori di successo possono servire, ad esempio, il fatturato di settore o il risultato del reparto, confrontati rispettivamente con il budget o con il risultato dell’anno precedente.
Regole per la gestione di conflitti su calcolo, comunicazione e cessazione
Nella vendita diretta e indiretta, le aziende dovrebbero stabilire quali gruppi di clienti seguono direttamente e quali vengono serviti tramite il canale distributivo. Una chiara ripartizione crea orientamento quando entrambe le parti operano sullo stesso mercato.
Le azioni di marketing dovrebbero essere coordinate con i partner di vendita e orientate alle esigenze dei rispettivi segmenti di clientela. In questo modo i team di vendita ricevono supporto per soluzioni cliente individuali, invece di misure indifferenziate e diffuse.
Nel rapporto di lavoro, la qualificazione di una remunerazione variabile dipende dalla sua configurazione. Un bonus erogato regolarmente con obiettivi chiari è considerato componente salariale; un bonus volontario, irregolare e senza diritto acquisito vale come gratifica.
In caso di cessazione del rapporto di lavoro, le provvigioni sono dovute in proporzione; anche le gratifiche possono essere dovute proporzionalmente. La delimitazione e la rendicontazione dovrebbero essere fissate contrattualmente.
Checklist per la gestione della remunerazione variabile nelle vendite
Definire il modello di vendita: diretto, tramite commercio all’ingrosso o specializzato, oppure come forma mista. Assegnare la cura dei clienti chiave e la copertura di mercato.
Concordare le regole di provvigione per la collaborazione: stabilire quali affari danno diritto a provvigione e quale prestazione sta alla base. Definire la base di calcolo, il periodo di rendicontazione e la documentazione dei singoli affari.
Allineare attività comuni e risultati: coordinare l’acquisizione di clienti, la cura della clientela e le azioni di marketing. Tenere conto del supporto ai team di vendita e delle esigenze dei segmenti di mercato.
Chiarire i gruppi di clienti e le responsabilità, affinché azienda e partner di vendita sappiano chi segue quali clienti. Limitare così le sovrapposizioni sul mercato.
Per il personale di vendita dipendente, considerare le regole per le provvigioni secondo l’art. 322 CO. In caso di provvigione esclusiva o prevalente, valgono i requisiti dell’art. 349a cpv. 2 CO.
In caso di cessazione del rapporto di lavoro, delimitare i diritti proporzionali e rendicontare gli affari. Una regolamentazione contrattuale crea chiarezza in merito.


